martedì 17 novembre 2009

I vantaggi di avere 27 anni...

martedì 17 novembre 2009 10
Stamattina sono andata in soffita a cercare i miei vecchi Dr. Martens. Un tuffo al cuore. Come riascoltare le vecchie cassette che mixavo alla radio, o guardare le foto delle gite al liceo...

I miei favolosi Dr. Martens...
Non riesco a credere che si siano conservati così bene. Non sembra passato neppure un giorno dall'ultima volta che li ho messi, e invece... Se provo a ricordare a quei tempi ero follemente innamorata di Damon Albarn, dei Blur, anche se non avevo del tutto dimenticato il mio primo, vero, amore immaginario, Mark Owen dei Take That. Avevo la Smemo, e tenevo sempre a braccetto la mia migliore amica (di allora e di oggi) Rachele. Avevo i brufoli (ebbene sì), ma ero comunque considerata la più carina della classe. Odiavo i libri ed adoravo i fumetti giapponesi. Ero tranquilla, e studiavo quel tanto che bastava per non avere problemi, i patemi per i "crediti formativi" erano ancora lontani, per non parlare delle ansie da esame. Ero una ragazzina semplice e felice. Non andavo a ballare al pomeriggio come i miei coetanei, non fumavo, non avevo avuto ancora un vero ragazzo. Non avevo fretta di crescere, non l'ho mai avuta, e non l'ho ancora adesso.

I miei favolosi Dr. Martens...
Oggi li ho indossati, e dopo la prima mezzora di straniamento mi sono sentita insospettabilmente bene. Li ho messi con dei leggings neri ed una tee lunga grigia. Non so se esteticamente ero proprio il massimo, ma per una volta me ne è importato poco. Mi sono sentita fortunata. Sì, fortunata di avere 27 anni, di aver vissuto in quegli anni, di essere stata la ragazzina che ero. Senza rimorsi o rimpianti. Fortunata di aver potuto, stamattina, aprire l'armadio e averci trovato i miei favolosi, adoratissimi Dr. Martens.
(photo via Flora)

Wait! Magazine n° 26 is out!

domenica 15 novembre 2009

Io amo quest'uomo...

domenica 15 novembre 2009 3
Io amo disperatamente quest'uomo. Come un ubriaco ama la bottiglia, una ninfomane ama il sesso, un drogato ama la sua dose...
Come una malattia, una disfunzione. Senza via di scampo.



sabato 14 novembre 2009

Grazie Vittorio...

sabato 14 novembre 2009 0
Ho rivisto il giardino, il giardinetto
contiguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto...

"Piccolino, che fai solo soletto?"
"Sto giocando al Diluvio Universale"
Accennai gli strumenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d'un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.

Sempre ch'io viva rivedrò l'incanto
di quel volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con le mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!

"Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?"
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità...

"Una cocotte..."

"Che vuol dire mammina?"
"Vuo dire che è una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!"
Co-co-tte... La strana voce parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d'uovo e di gallina...

Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l'Isole Felici...
Co-co-tte... le fate intese a malefici
con cibi e bevande affatturate...
Fate saranno, chi sa quali fate,
e in chi sa quali tenebrosi offici!

Un giorno -giorni dopo- mi chiamò
tra le sbarre fiorite di perbene:
"O piccolino, che non mi vuoi più bene?"
"È vero che sei una cocotte? "
Perdutamente rise... E mi baciò
con le pupille di tristezza piene

Tra le gioie defunte e i disinganni
dopo vent'anni, oggi si ravviva
il tuo sorriso... Dove sei, cattiva
signorina? Sei viva? Come inganni
(meglio per te non essere più viva!)
la discesa terribile degli anni?

Oimè! Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l'ultimo amante disertò l'alcova...
Uno, sol uno: il piccolo folletto
che donasti d'un bacio e d'un confetto,
dopo vent'anni, oggi, ti ritrova

in sogno, e t'ama, in sogno, e dice: T'amo!
Da quel mattino dell'infanzia pura
forse ho amato te sola, o creatura!
Forse ho amato te sola! E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t'aspetta, o creatura!

Vieni, Che importa se non sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t'agogno,
o vestita di tempo! Oggi ho bisogno
del tuo passato! Ti rifarò bella
coma Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!

Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose che non colsi.
Non amo che le cose che potevano essere e non sono state...
Vedo la casa; ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!

Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia...
Vieni! T'accoglierà l'anima sazia.
Fà che io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacerò: rifiorirà nell'atto,
sulla tua bocca l'ultima tua grazia.

Vieni! Sarà come se a me, per mano,
tu riportassi me stesso d'allora,
il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni! Sarà come se a te, per mano,
io riportassi te, giovane ancora.

Guido Gozzano

venerdì 13 novembre 2009

Work in progress

venerdì 13 novembre 2009 0
Work in Progress

Bocciata

Bocciata! Una parola che mi da tremendamente fastidio dire. E' la seconda volta in 5 anni di giurisprudenza, e a dir la verità per la mia facoltà qui a Pavia è praticamente un record, ma brucia... Eccome se brucia... Ho passato un mese chiusa in casa pensando solo a quello, costringendomi, facendomi per l'ennesima volta una violenza, ma non è bastato. Che posso fare, dovrò ridarlo al prossimo appello, a questo punto a Gennaio, mettendo probabilmente a rischio la possibilità di laurearmi entro la sessione di Aprile come programmato. E non è detto che a Gennaio lo passi, visto la media di "anzianità" dei presenti, oggi, in aula. Ora provo a rilassarmi, ma l'adrenalina accumulata è ancora in circolo e non risco a chiudere occhio. Fra poco devo prepararmi per andare al Teatro ciak, a Milano, ad ascoltare Sgarbi parlare di cultura. Non che oggi io l'ami particolarmente la cultura, ma vabbè...

Parlando d'altro, tornando a casa dall'Università sono passata in libreria ed ho comprato al volo il nuovo libro del mio adoratissimo Chuck Palahniuk, "Pigmeo". Dovrebbe essere la storia di un ragazzo che arriva negli Stati Uniti per uno scambio culturale, nascondendo a tutti la sua vera identità di terrorista. Non sapete che voglia ho di buttarmi completamente nella scrittura di Chuck, nella sua grettezza, cattiveria, cinismo, volgarità. Oggi davvero non desidero altro...

lunedì 9 novembre 2009

"Ogni uomo libero è un berlinese"

lunedì 9 novembre 2009 2
Le cose da dire oggi sarebbero tante.
Berlino, fin dalla prima volta che la vidi, ormai 4 anni fa, ebbe la capacità di entrarmi con prepotenza nel cervello. Quando programmai il secondo viaggio sul vecchio blog scrissi: "Berlino è una città viva e vitale. Bellissima e piena di dolore. Passeggi per quelle strade e non riesci a non pensare alla tragedia che ha vissuto. Sei addolorato per lei, e ti stupisci nel vedere che lei invece non lo è. E' come se ti dicesse che la vita è bellissima e devi goderne."

Posso solo immaginare cosa sia stato il muro per Berlino, per i berlinesi, per i tedeschi. Ma oggi sono davvero partecipe della loro festa, commossa con loro per il ricordo, come una bambina che ascolta una "storia" difficile da mandar giù, che assorbe come una spugna un racconto terribile e affascinante insieme. Come disse J.F. Kennedy: "Ogni uomo libero è un berlinese". Io, almeno per oggi, lo sono.

"Il cielo almeno non possono dividerlo" disse Manfred. "Si' invece" disse Rita. "Il cielo e' sempre il primo ad essere diviso" (Christa Wolf)


 
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