giovedì 28 luglio 2011

I capture the castle

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Non so proprio da dove cominciare... Forse dovrei parlare della mia prossima convivenza? Del lavoro? Si potrei, ma sono troppe, davvero troppe le cose che, per pigrizia o per mancanza di tempo non ho scritto su queste pagine.
Pagine...
Come quelle del diario di Cassandra.


Ho appena terminato la lettura di un libro magico. Semplice, senza troppe pretese, ma pieno di quell'atmosfera che spesso i romanzi più famosi e blasonati possono solo sognarsi.
"I Capture the Castle" (tradotto nella versione italiana in uno stomachevole "Ho un castello nel cuore") è un romanzo fondamentalmente d'amore. C'è una lei, anzi, due. C'è un lui, anzi tre. C'è la campagna inglese, ed un castello in rovina a fare da sfondo all'intrecciarsi di batticuori e lacrime. E ci sono i libri e le parole. Quelle che Cassandra nasconde nel suo diario, e quelle che il padre scrittore non riesce più a scrivere.

Circa 400 pagine volate via, lasciando posto a quella sensazione dolceamara che hai sempre quando finisce qualcosa che, lo sai, ricorderai per sempre.

domenica 12 giugno 2011

Mi permetto..

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Mi permetto di pubblicare una foto che non mi ritrae, e di farlo senza formale richiesta. Mi permetto di parlare di fatti "personali", anche se, come sapete, non è cosa comune su queste pagine. Mi permetto perchè le circostanze richiedono uno strappo alla regola.

Fra poco meno di un mese Arianna si sposa.

Chi è Arianna, vi chiederete. Domanda più che legittima. Arianna è la mia "migliore amica di blog". L'ho conosciuta più o meno un anno e mezzo fa. Io scrivevo sul mio blog, lei sul suo. Io la leggevo saltuariamente, lei leggeva saltuariamente me. Poi, chissà come, chissà perchè, abbiamo cominciato a commentarci a vicenda. Commenti sui viaggi, commenti sui libri, commenti sulla musica, commenti sugli esami, commenti sui nostri gatti... Commenti nei momenti di gioia e in quelli di fallimento e delusione. Nessuna ha mai chiesto nulla all'altra, ma entrambe abbiamo sempre saputo che ogni nostra frase, ogni pensiero o immagine avrebbe avuto almeno "un" lettore.

Poi è arrivato il Blackberry. Prima io e poi lei. Ed il "Blackberry Messenger", prima di Whatsapp e Skype.
Abbiamo cominciato a conversare. Su tutto e sul nulla. Catene di messaggi per sostenerci, sciogliere dubbi e paure, oppure solo per farci compagnia. Mi bastava (e basta) scrivere "Ari?" e so che lei, magari non subito, ma di sicuro mi risponderà.

Beh, Arianna si sposa.

Lo so da un sacco, da prima che lo dicesse ai suoi genitori. So quali saranno i colori della cerimonia e che abito indosserà. Tutto qua? No, perchè Arianna mi ha invitata. Pensate che siamo matte? Pensate sia una follia. L'abbiamo pensato anche noi (ed il futuro sposo lo pensa ancora), ma poi il sentimento ha avuto la meglio su quello che si fa o non si fa.

Ovviamente ci sarò. E all'emozione di vederla, per la prima volta non in fotografia, si unirà quella inevitabile in un giorno simile. La immagino in abito da sposa, commossa ed agitata, e vorrei essere già là.
O meglio, vorrei esserci sempre stata...


lunedì 30 maggio 2011

Bla nótt yfir himininn... Bla nótt yfir mér...

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E sentire che qualcosa è rimasto là. Che non puoi più essere la stessa, che non vuoi esserlo. Sorprenderti a cercare tratti orientali nei volti delle persone per strada, ridere di te stessa e sentirti stupida.

Tu, sola, insieme a quella musica che hai voluto legare all'immagine di quel sole, di quel colore. Desiderare Bangkok in continuazione. Ripensare a quelle sensazioni, a come eri serena e libera. Mille e mille fotogrammi che ti scorrono nel cervello, visioni e percezioni che sono ancora vivissime nel cervello... e nel cuore.

Credo di avere il mal 'Asia...